«Due cose ci fanno soffrire: la disattenzione e la solitudine. Abbiamo lasciato i nostri figli in una giungla dove la loro attenzione viene loro sottratta. Qualcosa non funziona più. Ciò riguarda la lingua, ovvero ciò che ci unisce e definisce il nostro Paese. […] Vieteremo quindi i social network ai minori di 15 anni e istituiremo una giornata al mese di disconnessione». Questa dichiarazione di E. Macron dello scorso 15 aprile rimane simbolica – secondo il collettivo francese Lève les yeux – di una svolta e di una presa di coscienza: la disconnessione non è più un tabù, è una direzione. Una direzione ribadita sempre da Macron il giorno dopo al Salone del Libro di Parigi, dove si è constatato ancora una volta il declino della lettura a causa degli schermi. In Francia come in Italia e nel resto del mondo gli editori da anni stanno prendendo atto del drastico calo di vendite di libri per adolescenti.
Anche qui si delinea un percorso, con la condivisione di soluzioni collettive che promuovano la lettura, non quella degli smartphone che ci plasma un leggere veloce a raffiche, bensì su carta, sui tradizionali libri, avendo cura di scegliere quelli autenticamente“formativi”. Una cosa è certa – continua il collettivo Lève les yeux da anni particolarmente attivo nel promuovere azioni di resistenza all’uso eccessivo e indiscriminato degli schermi: questa «madre» di tutte le battaglie passerà anch’essa attraverso la disconnessione.
Mentre in Francia la legge voluta da Macron sul limite di 15 anni per l’accesso ai social network – è ancora in uno stallo legislativo (tra una prima approvazione all’Assemblea Nazionale e quella definitiva al Senato), simili proposte sono state avanzate anche in Indonesia, Brasile e Turchia che seguono l’esempio dell’Australia: sono ormai 40 i Paesi che discutono della protezione dei giovani dalla colonizzazione dei social network.
Mentre in Italia cresce l’interesse dei piccoli e grandi comuni impegnati nella promozione dei Patti Digitali di comunità, in Francia un gran numero di sindaci recentemente eletti ha dato prova di coraggio firmando una carta del Collettive Attention «Più umani, meno schermi» nella quale si impegnavano a un preciso programma di formazione del personale educativo e amministrativo sui rischi del digitale nell’infanzia. Quasi 4 milioni di francesi hanno così un sindaco firmatario della carta – a Parigi, Marsiglia, Lille, Tolone, ecc. – e più di 10 milioni hanno uno o più consiglieri comunali firmatari.
In questi mesi la Svezia sta invertendo la digitalizzazione scolastica prima proposta a favore di un ritorno ai libri, alla scrittura a mano e alla lettura analogica, investendo milioni per contrastare il calo delle competenze di base. L’approccio mira a invertire il declino nelle abilità di lettura riscontrato tra gli studenti.
Un vento nuovo sta soffiando, e ci auguriamo di essere solo all’inizio di un vero cambiamento verso un uso sano del digitale.