
“Un attimo e arrivo! Gestire gli schermi per crescere una generazione attenta”, edito da Sonda, era il testo che mancava nel panorama della media education italiana. Se le evidenze a favore di un’educazione attenta, con pochi schermi e una selezione puntuale dei contenuti sono cresciute in maniera esponenziale negli ultimi due anni, lo sforzo di comunicare in maniera chiara queste evidenze era ed è ancora limitato. Chi ha invece bisogno di sapere quali sono gli effetti di un uso precoce ed eccessivo degli schermi sono proprio le famiglie. Il libro si sviluppa con sguardo equilibrato, ma appassionato, lontano da allarmismi superficiali e ingenui entusiasmi. Simone Lanza propone infatti una riflessione rigorosa ma accessibile, capace di unire analisi scientifica, osservazione concreta e indicazioni pratiche. Il risultato è un libro completo, illuminante e molto utile per genitori, insegnanti, educatori e per chiunque voglia comprendere meglio il rapporto tra bambini e bambine e soprattutto quello tra noi adulti e il mondo delle tecnologie digitali.
Il libro racconta poi gli effetti psicofisici del tempo schermo, ampiamente dimostrati dalla ricerca medico-pediatrica, dedicando un capitolo a ogni macro-tema: dall’impatto sul peso corporeo a quello sul sonno, ma anche sulle capacità di concentrazione e il possibile impoverimento del linguaggio e, ancora, sulla qualità delle relazioni e sulla capacità di attenzione. Lo fa con uno stile chiaro, concreto, sempre supportato dall’esperienza e dai suoi scambi diretti con medici e studiosi di fama internazionale.
L’autore accompagna le famiglie nel riconoscere i campanelli d’allarme di una routine digitale scorretta e indica piccoli passi da fare insieme, guidandole con cura attraverso una serie di domande stimolo ed elementi da tenere sotto controllo nella quotidianità. Non mancano i capitoli dedicati ad emergenze delicate e particolarmente attuali, come il rischio di dipendenza da videogiochi e social media o l’esposizione precoce alla pornografia online questione che non si limita più solo all’adolescenza: anche nel nostro Paese il primo contatto (spesso involontario) con la pornografia può avvenire addirittura a 9 anni. I social media sono quotidianamente utilizzati da bambini al di sotto dei 13 anni, quindi nella più totale illegalità e pertanto gli effetti del circuito della ricompensa rendono sempre più difficile regolarsi e regolare il tempo davanti ai device.
Non poteva mancare un capitolo sulle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. L’autore coglie bene, da ricercatore e da maestro elementare, quanto questo cambiamento stia non solo trasformando il mondo della scuola, ma il modo di pensare delle nuove generazioni. Le sue domande sono profonde e necessarie: come educare al pensiero critico? Come evitare che la tecnologia sostituisca completamente l’esperienza umana? Come accompagnare i ragazzi in un futuro sempre più digitale senza perdere di vista le loro vere necessità? Non preoccupatevi se non avete risposte, tantomeno se vi sentite persi in un mare di sfide educative sempre più complesse, contro mulini a vento sempre più alti (e automatizzati): non c’è giudizio in questo testo, c’è invece un invito costante al dialogo, alla presenza educativa e alla responsabilità adulta. Per questo “Un attimo e arrivo!” è il libro da regalare alla biblioteca della scuola, da mettere in sala d’attesa a disposizione dei genitori se siete pediatri, da studiare con cura se siete insegnanti, educatori o educatrici. Da leggere intensamente, anche sotto lo sguardo del vostro bambino dicendo “un attimo e arrivo” perché si sta leggendo un ottimo libro, educativo e prezioso.
Alice Di Leva