La Francia vieta i social sotto i 15 anni: il commento del presidente Marco Gui

Lug 24, 2026 | Notizie

Milano, 23 luglio 2026 – Secondo il Presidente della Fondazione Patti Digitali, Marco Gui, docente di Sociologia dei Media all’Università Bicocca di Milano, “Il voto francese rappresenta il primo esempio nell’Unione Europea che segue il modello australiano.

Questo è un segnale significativo per la democrazia: gli Stati e le comunità iniziano a non accogliere più senza filtri tutto ciò che il mercato dei media propone ma vogliono discernere. In molti Paesi europei, la grande maggioranza delle famiglie, come emerso da diversi sondaggi, è favorevole a introdurre un limite minimo di età per l’accesso ai social media. Nell’attesa di una azione chiara da parte dell’Unione europea, l’iniziativa dei singoli Stati è molto importante perché sollecita una posizione più compatta. Inoltre, le evidenze che dimostrano la particolare delicatezza della fase preadolescenziale nell’uso di questi strumenti sono in costante aumento. Per questo, riteniamo l’iniziativa francese un passo avanti. La rete dei Patti Digitali, che promuove accordi locali dal basso sull’educazione digitale, ha sempre chiesto anche in Italia un supporto dall’alto all’azione di avanguardia di molte comunità, con limiti minimi di età chiari per l’uso di social e intelligenze artificiali.

Tuttavia, il divieto è solo una parte di un insieme di azioni più ampio, che richiede lo sviluppo di competenze di base, percorsi di educazione digitale coerenti con la gradualità di accesso, il buon esempio da parte degli adulti e la collaborazione tra figure diverse, come pediatri, insegnanti, genitori, educatori e psicologi.