La Fondazione Patti Digitali, insieme ad altri 20 movimenti europei di genitori, ha inviato una lettera alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo di rafforzare la protezione dei minori sui social media e di fissare una soglia precauzionale armonizzata di almeno 16 anni per l’accesso ai social, fino a quando le piattaforme non avranno dimostrato di essere sicure e adeguate all’età.
La richiesta parte dal principio che la sicurezza dei minori debba essere garantita by default: dovrebbero essere le piattaforme a dimostrare che i propri servizi sono sicuri, e non bambini, famiglie e autorità a doverne provare i danni a posteriori. Per i promotori, età minima e “safe by design” — cioè piattaforme progettate fin dall’origine per essere sicure e adeguate all’età — sono misure complementari.
Secondo le stime riportate nella lettera, oltre 10.000 bambini nell’Unione europea iniziano ogni giorno a usare i social media prima dei 16 anni. La Fondazione porta nel confronto europeo la voce di 27.500 genitori italiani, insieme a quella di centinaia di migliaia di famiglie rappresentate dai movimenti aderenti.
La proposta europea dell’EU KIDS Act
Nei giorni successivi la Commissione europea ha presentato la proposta di EU KIDS Act, che va in parte nella stessa direzione: introduce regole comuni sull’età e rafforza il principio del safety by design, ponendo sui fornitori l’onere di dimostrare la sicurezza dei servizi. La proposta prevede però soglie diverse da quelle richieste nella lettera: niente account social sotto i 13 anni, account con supervisione genitoriale a 13 e 14 anni e accesso autonomo dai 15 anni.
Approfondisci l’EU KIDS Act sul sito della Commissione europea