È possibile vivere senza smartphone fino a 13 anni? Sì, e un libro fresco di stampa spiega come fare ai ragazzini degli ultimi anni della primaria e delle scuole medie. La generazione fantastica (Rizzoli, 230 pp., 18 euro), di Jonathan Haidt e Catherine Price, si presenta come “La guida più incredibile per vivere felici e senza smartphone”. Obbiettivo ambizioso, che il volume riesce a raggiungere utilizzando illustrazioni, fumetti e un linguaggio accessibile ai più giovani. Jonathan Haidt è l’autore del best-seller La generazione ansiosa, in cui spiega con chiarezza agli adulti gli aspetti critici dell’uso dei social. In questo libro, con la collaborazione della giornalista Catherine Price, tocca gli stessi argomenti declinandoli per il pubblico dei più giovani. Dopo aver svelato molti dei meccanismi presenti nei servizi online più diffusi che mirano a creare dipendenza, gli autori propongono ai piccoli lettori di diventare dei “ribelli” e di sottrarsi ai condizionamenti dell’”economia dell’attenzione”. Per riuscire a farlo il libro è ricco di suggerimenti pratici molto utili, che invitano a guardare con un occhio critico l’uso che viene fatto dello smartphone da parte degli adulti e degli amici. E per far capire senza tanti mezzi termini che cosa ci perdiamo a stare troppo online, a pagina 71 troviamo un “Calcolatore di tempo schermo che puoi usare per spaventare la gente”, dove si apprende ad esempio, che due ore al giorno di uso dello schermo corrispondono a un mese all’anno, mentre 10 ore al giorno sono 5 mesi all’anno. Per evitare di finire intrappolati, la strada è riprendere il controllo sulla propria attenzione: e su questo il volume è prodigo di consigli: da semplici esercizi di concentrazione, a modi per verificare quanto veniamo distratti dalle notifiche. Se una tecnologia sottrae tempo e non aiuta ad avere amicizie e divertimento reali, meglio lasciarla perdere. E da questa scelta controcorrente può cominciare la ribellione di cui parlano gli autori. La generazione fantastica è un libro che può risultare molto utile per avviare un dialogo con i propri figli fino ai primi anni del liceo.
